
“La ricerca dell’artista salernitano oscilla tra i due poli di una forma solare, immobile, di stampo classico (i grandi vasi, derivanti da prototipi antichi, che nel colore della superficie si aprono a nuova vita) e di una terrestre, legata al moto del tempo, “che ogni cosa affatica”, lasciando l’impronta in forme tormentate […]. Ma a ben vedere è proprio questa, la scrittura, la cifra comune di questa produzione, in apparenza così difforme nei due esiti. I segni percorrono tremolanti le superfici smaltate della ceramica, a comporre accostamenti di perfetta gioia nel colore (rossi,bianchi,blu); si attorcigliano in forme enigmatiche (la spirale) […] ma possono anche, distesi sul bianco dei vasi, immergersi quali oasi cromatiche nella placidità della forma, per poi scattarne fuori come grafismo puro, iniettato nel gesto assoluto dai neri.”
Marco Nocca
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